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Anno 2015-2016 Senza la domenica non possiamo vivere (2a parte)
   
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Anno 2015-2016 Senza la domenica non possiamo vivere (2a parte)

 

Vivere secondo la domenica
I cristiani sono coloro che vivono secondo il giorno del Signore, nel quale la loro vita è stata elevata da lui mediante la sua morte (Ignazio martire).
Secondo il Nuovo Testamento, Dio, si è mostrato talmente Dio della storia da entrare, mediante Gesù di Nazareth, nei nostri giorni; è stato talmente Dio dell'alleanza da stringere un patto indissolubile con noi tramite il sangue del Figlio. Si è mostrato talmente Dio della vita da far risorgere il Cristo.
I capitoli finali dei Vangeli (Mt 28, Mc 16, Lc 24; Gv 20-21) raccontano il "giorno delle meraviglie". Lo dipingono in tutti i suoi colori: la pietra è stata ribaltata; il Signore si è fatto incontro ai suoi; il Crocifisso è diventato "colui che è vivo". Le persone impaurite si son messe a correre per annunciare la sua resurrezione; gli increduli sono arrivati alla fede; gli occhi dei discepoli si sono aperti. Le Scritture hanno assunto per loro un significato nuovo. La morte di Gesù, che veniva da loro rimossa, è apparsa come "gloria di Dio"

8) Il senso della proclamazione del vangelo. 
Ci alziamo in piedi quando viene proclamato il Vangelo. La parola viva, che è il Cristo, segna la nostra fronte, la bocca, il petto. 

9)La professione di fede .
Dopo l'omelia ed il silenzio, ci alziamo in piedi. Dio ha parlato, noi rispondiamo. Il credo racconta la storia di salvezza dalla creazione alla vita eterna. 

10) "Preparazione dei doni": quale significato ha? A quali atteggiamenti conduce?
In ogni famiglia c'è il rito della preparazione della mensa. Al centro c’è il tavolo, lo si copre con la tovaglia, si apparecchia. Si dispongono piatti e posate, si portano i fiori. Tutto deve essere pronto per accogliere e mettere a loro agio le persone. Questo avviene in una precisa fase della liturgia. 

11)Il rapporto vita-Eucarestia
Frutto della terra e del lavoro dell'uomo.  Il lavoro è la firma dell'uomo. La trasformazione della natura a favore degli esseri umani è atto gradito a Dio. È il modo per cui noi siamo, a nostra volta, vita per i fratelli. Perché diventi per noi cibo di vita eterna… bevanda di salvezza. Tutto ricade a nostro vantaggio. Nulla rimane in possesso di Dio. È il prodigio della sua prodigalità. C'è una trasformazione operata dalla fantasia del Padre, lo Spirito santo. 

12)Preghiera eucaristica: magnificare le opere di Dio
Il presidente impone le mani sul pane e sul vino e invoca lo Spirito. Il gesto esprime una trasmissione di forza, di potenza. Ne è autore lo Spirito. Quando egli discende, il caos diventa cosmo, gli uomini pronunciano le parole di Dio, la Vergine concepisce il Salvatore.
Qui c'è l'abbassarsi di Dio. Il Verbo si fa carne. Pane e vino diventano Corpo e Sangue del Signore.

13)Lo spezzare del Pane 
Colui che presiede spezza il pane. È il gesto del Padre, pronto a nutrire gli esseri umani con la fatica, la resurrezione del suo Cristo. Per ognuno ci deve essere una porzione di questo cibo.
È il gesto del Risorto che ancora oggi dice: "Prendete e mangiate; prendete e bevetene". Sono giunti i tempi messianici; gli uomini sono diventati commensali di Dio.

14)Essere inviati, ripartire
La comunità cristiana, segnata dal nome del Padre, di Gesù Cristo e dello Spirito, sostenuta dalla benedizione del suo Signore, può tornare dai fratelli e dire, come la Maddalena, "Ho visto il Signore".
Abbiamo vissuto l'esperienza della comunione e dell' unità in Cristo. È tempo di vivere la fase della diaspora, del pluralismo. Il Cristo si è fatto incontro a noi nelle Scritture (liturgia della Parola) e nel gesto dello spezzare il pane (liturgia eucaristica). Si sono aperti i nostri occhi (Lc 24,31), abbiamo provato la gioia (Lc 24,41). Ora egli "scompare" e noi riprendiamo il cammino verso Gerusalemme (verso la storia, il mondo, la complessità). 

 

 

 
     
   
 
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