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Anno 2007-08: Una Chiesa che serve
   
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Documenti
     
  1°incontro proposta di lavoro
     
     
  1° incontro guida per l'animatore
     
     
  2° incontro proposta di lavoro
     
     
  2°incontro guida per l'animatore
     
     
  3°incontro proposta di lavoro
     
     
  3° incontro guida per l'animatore
     
     
  4°incontro proposta di lavoro
     
     
  4°incontro guida per l'animatore
     
     
  5°incontro proposta di lavoro
     
     
  6° incontro - guida per l'animatore
     
     
  6° incontro proposta di lavoro
     
     
  6° incontro - guida per l'animatore
     
     
  7°incontro proposta di lavoro
     
     
  7° incontro guida per l'animatore
     
 

Anno 2007-08: Una Chiesa che serve

 

L'itinerario di catechesi proposto prende in considerazione alcuni ritratti della vita della comunità cristiana all'indomani del-la Pasqua. L'intento è di fornire gli elementi più importanti del suo costituirsi, del suo organizzarsi, del modo con cui in essa si esercitano i diversi carismi e ministeri. Sono stati scelti, per que-sto intento, alcuni tra i testi più conosciuti e significativi, tratti da Paolo e da Luca.
L'itinerario, che si divide in tre tappe, trova unità attorno alla figura di Cristo che sta in mezzo alla sua Chiesa «come colui che serve» e garantisce in essa lo stesso stile di servizio reci-proco grazie al dono del suo Spirito. 
 

1° incontro.L’Ideale della Chiesa solo un bel sogno? La comune fede nel Signore risorto ha come primo effetto di costituire i primi discepoli in una comunità che si alimenta a quattro fonti: l'ascolto della sua Parola, la frazione del pane nelle case, le relazioni fraterne e solidali e la preghiera (At 2,42-47).
2° incontro. la Bellezza di aver ricevuto un Dono Sulla base della carità di Cristo la comunità si costruisce attraverso le potenzia¬lità presenti nella logica della complementarità e della reciprocità, e non della competizione e della minaccia. Lo Spirito del Signore risorto, sostiene con i suoi doni la comunità, promuove la sua unità e la assiste (1Cor 12,1-11).
3° incontro. Un insegnamento per la vita: L’Amore Conta  Così i credenti sperimentano che ciò che li unisce non sono dei legami parentali o delle affinità semplicemente umane, ma la carità stessa che è dono di Cristo. Essa impedisce sia il ripiegamento su di sé, sia lo sterile attivismo (1Cor 13,1-13).
4° incontro. Il mistero della Chiesa: la GRAZIA per essere a servizio Tutti sono depositari della grazia di Dio e non c'è nessuno, per quanto piccolo e povero, che non sia portatore di un do-no per la costruzione comune. Tutti sono valorizzati e non si attuano tra i credenti classificazioni di valore. Ciascuno ha bisogno degli altri, perché solo in¬sieme la comunità cristiana può sperimen-tare e testimoniare la pienezza di Cristo e edificare il suo corpo (Ef 4,7-13).
5° incontro. La ridefinizione delle relazioni:“Chi è il più grande? Nell'esercizio nei compiti di autorità, la comunità ha bisogno di ritornare alla vita e l'agire del suo Signore. Egli è stato in mezzo a loro come colui che serve. La Chiesa prolunga nella storia questo servizio del suo Signore, lo vive al proprio interno, lo esercita verso tutti. Essa è pertanto continuamente messa in guardia dai criteri che la minacciano nell' esercizio dell' autorità, cioè dall' ambizione e dalla tentazione del potere. (Lc 22,24-30).
6° incontro. La crisi come opportunità: il Discernimento  La presenza dello Spirito si fa garante della diversità nella comunità e fa sperimentare le divergenze non come una minaccia, ma come un'opportunità di crescita. La scelta di sette discepoli a servizio delle mense delle vedove permette di ridefinire i ruoli e mette in grado di prendersi cura delle dimensioni essenziali. (At 6,1-7).
7° incontro. Determinati dalla Parola: tra dedizione ed affidamento Paolo presenta come mo¬dello di esercizio del ministero gli atteggiamenti che hanno connotato la sua cura pastorale e la sua predicazione. La sua vita è stata animata dalla consapevolezza che il ministero è dono dello Spirito per la crescita della Chiesa. Questo gli ha consentito di esercitarlo con una profonda sollecitudine e passione, perseverando di fronte alle difficoltà e alle prove, salvaguardando l'annuncio della Parola come elemento fondante e con una profonda coerenza di vita. In questo modo ogni credente chiamato al ministero presbiterale diventa segno della presenza di Cristo servo nella comunità e dà un contributo importante per mantenerla nella fedeltà al vangelo (At 20,18-35).

 
     
   
 
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