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Anno 2018-2019 Una comunità in missione
   
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  Programma centri 'ascolto 2018-2019 : La comunità in missione
     
     
  1) “DI ME SARETE TESTIMONI” assenza/presenza di Gesù At 1,1-14
     
     
  2) QUANDO L’ANNUNCIO È CONTRASTATO Il combattimento, la franchezza At 4,1-22
     
     
  3) CONDIZIONI PER SUPERARE LA CRISI nuove prassi, nuovi ministeri At 6,1-7
     
     
  4) “Alzati e va’ sulla strada…” Lo Spirito Santo, forza dell’evangelizzazione At 8,26-40
     
     
  5) LA NOVITà CHE TRASFORMA (Atti 9,1-19)
     
     
  6) IMPARARE DALLA STORIA. Lo Spirito educa la Chiesa all’accoglienza dei pagani (Atti 10,1-48)
     
     
  7) MODELLO ANTIOCHIA
     
 

Anno 2018-2019 Una comunità in missione

 

PERCHÉ LEGGERE GLI ATTI?

Per iniziare gli Atti degli Apostoli il modo giusto di porsi è mettersi in pellegrinaggio per ritrovare i fondamenti della fede e mettere ordine nella propria fede. Gli Atti parlano di comunità e di singoli in viaggio. Non si può cogliere questo dinamismo della buona notizia restando spettatori, stando fermi. Le storie delle persone degli Atti ci aiutano a leggere le nostre storie.

Domandiamoci innanzitutto perché noi cristiani della centesima generazione (prendendo la cifra convenzionale di vent’anni per la crescita e formazione di una nuova generazione), inoltratici nel terzo millennio, con formidabili sfide al nostro cristianesimo, dobbiamo riprendere in mano questo libretto scritto nel 1° secolo, in un contesto e una lingua così diversi dai nostri. Questo è in realtà assai poco scontato e difatti molti preferiscono catechismi e libri di teologia vari per trovare risposte alle loro questioni.

1)Con l'Ascensione all'apparenza sembra finire l'azione terrena di Cristo, ma è da lì che inizia l'azione terrena della sua azione divina attraverso la Chiesa. Il Risorto istruisce i discepoli sul tempo della Chiesa che sta per iniziare; è il tempo che noi stessi stiamo vivendo e che si estende dall’Ascensione di Cristo fino al suo ritorno.

2) Fin dai primi passi della comunità cristiana gli avvertimenti di Gesù circa l'opposizione che avrebbe incontrato l'annuncio del vangelo si avverano, ed è singolare che coloro che rimangono stupiti dell'accaduto non sono i discepoli contrastati, ma proprio coloro che ne vorrebbero limitare o impedire il ministero. La scena qui descritta è il primo contrasto ufficiale della comunità di Gerusalemme con le autorità religiose ebraiche.

3)Con il cap. 6 si segnala l'inizio della rapida espansione del Vangelo in Israele fino ad Antiochia e, insieme, il racconto dei fatti quotidiani della Comunità di Gerusalemme che rivelano le iniziali difficoltà interne che mettono in crisi la fiducia reciproca e la comunione. A Gerusalemme la comunità ebraica è costituita da ebrei e da ellenisti. Gli ebrei erano nati e cresciuti in Palestina, parlano in aramaico e, nelle sinagoghe, leggono la Bibbia in ebraico, sono molto attaccati alle tradizioni dei padri ed alla legge di Mosè, considerano indiscutibili le interpretazioni dei rabbini...

4)Vi è un interessante parallelismo tra questo racconto e quello dei discepoli di Emmaus (Lc 24, 13-35): in entrambi c’è un personaggio che si fa vicino ad altri (il Risorto avvicina i pellegrini – Filippo avvicina l’eunuco) e li coinvolge con una domanda; la strada (la fede come cammino, e cammino sulle strade degli uomini); si dà l’annuncio e una illuminazione sul significato della persona e l’opera di Gesù attraverso il riferimento alle scritture; ambedue gli incontri culminano con un gesto sacramentale (la frazione del pane ad opera del Risorto – il battesimo ad opera di Filippo); infine, i personaggi che hanno fatto da guida in questo cammino scompaiono, mentre si sottolinea che i viaggiatori sono fortemente coinvolti dall’esperienza dell’incontro (i due pellegrini ricordano che il loro cuore “ardeva” – l’eunuco prosegue la sua strada “con gioia”).

5)Sulla strada di Damasco, nei primi anni 30 del secolo I°, e dopo un periodo in cui aveva perseguitato la Chiesa, si verificò il momento decisivo della vita di Paolo. Là avvenne una svolta, anzi un capovolgimento di prospettiva. Il lettore medio è forse tentato di fermarsi troppo su alcuni dettagli, come la luce dal cielo, la caduta a terra, la voce che chiama, la nuova condizione di cecità, la guarigione come per la caduta di squame dagli occhi e il digiuno. Ma tutti questi dettagli si riferiscono al centro dell’avvenimento: il Cristo risorto appare come una luce splendida e parla a Saulo, trasforma il suo pensiero e la sua stessa vita.

6)L'ampio spazio che il libro degli Atti dedica all'episodio di Cornelio, insieme all'insistenza con cui si ritorna più volte su alcune parti dell'episodio, testimoniano già dell'importanza che è riconosciuta a questo momento di vita della Chiesa nascente: si tratta di un passo decisivo nella direzione dell'apertura verso i pagani, culturalmente e religiosamente estranei al mondo giudaico nel quale la prima comunità cristiana aveva trovato radici. E’ un passo compiuto non senza esitazioni e fatiche: si faranno sentire sia il peso paralizzante dei pregiudizi rispetto alla diversità culturale-religiosa dei pagani, sia la forza persuasiva dello Spirito, vero animatore di una missione secondo il progetto di Dio manifestato in Cristo.

7)Il racconto scarno ed essenziale da Gerusalemme si sposta ad Antiochia. Dalla conversione di Cornelio alla missione dei profughi della persecuzione scatenata a causa di Stefano. L’autore degli Atti operando questo collegamento vuole far capire che la fondazione della Chiesa di Antiochia non è casuale, ma rientra in un piano divino, come era stata quella della prima comunità di Gerusalemme. Siamo nel primo secolo. Per la prima volta si costituisce in una grande metropoli dell’Impero un gruppo di cristiani misto, cioè formato da giudei e pagani convertiti. Da questa comunità, dinamica e aperta, parte l’evangelizzazione del mondo greco, pagano.

 
     
   
 
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